Due omicidi e bella scrittura: PECCATO MORTALE - CARLO LUCARELLI
Bologna, 24 luglio 1943. Il commissario De Luca, della polizia criminale, investigando su un malavitoso che vende generi alimentari al mercato nero, detto “il Borsaro”, si imbatte in un cadavere, più precisamente in un cadavere senza testa. I sospetti ricadono ovviamente sul Borsaro, dato che il corpo è stato trovato nel casolare abbandonato da lui utilizzato come magazzino. Quel giorno il guardiano doveva essere un ragazzino di quattordici anni, Gianfranco Negroni, che quando viene interrogato risponde (in dialetto) di aver visto “al Crest d’i càn”, il Cristo dei cani, alla chiusa del canale. Trascorsa la notte, sul posto giungono altri membri del corpo di polizia, il console della Squadra Annonaria Amedeo Martina e il professor Boni, medico legale dai meriti ambigui (più che altro l’essere cognato di un sottosegretario del ministero dell’Educazione Nazionale). Mentre al professor Boni viene affidata l’autopsia del cadavere – che verrà eseguita “in due o tre giorni”, ovvero una settim...